martedì 10 febbraio 2015

PER NON DIMENTICARE: LA TESTIMONIANZA DI SISTO GASPAROTTO

Il giorno 28 Gennaio 2015,le classi quarta e quinta della scuola primaria e la classe seconda della scuola secondaria di primo grado del plesso"Don Caselli" di Prato Cesarino hanno partecipato all'incontro- testimonianza con il signor Sisto Gasparotto.
Originario della provincia di Pordenone è arrivato nel nostro territorio l'8 Ottobre 1933 insieme alla sua famiglia.

La sua è stata un infanzia trascorsa tra i disagi (la scuola lontana da raggiungere a piedi) e le ristrettezze materiali (poco cibo). A diciotto anni, poi, la chiamata alle armi, la prigionia, durata più di due anni nei campi di concentramento e di lavoro in Germania. Per lui e per tutti i suoi compagni di sventura è stato un periodo di grande sofferenza fisica e psicologica. I Tedesco si dimostravano " cattivi " e talvolta spietati e talvolta verso i più deboli. Il sig. Gasparotto, però, ha voluto anche ricordare due momenti di solidarietà e fratellanza vissuti in quel triste periodo della sua vita. Il rapporto di " simpatia " con un soldato tedesco che di nascosto gli forniva più cibo del previsto e il rapporto instaurato  con un soldato italiano, originario di Isernia, con il quale condivideva tutto, anche un piccolo pezzo di pane ammuffito. Uno dei momenti più toccanti della testimonianza, è stato quando il sig. Gasparotto ci ha raccontato che all'arrivo presso il campo ad ogni prigioniero veniva assegnato un numero. Nessuno veniva più chiamato con il proprio nome, ma solo con il numero, spesso urlato dai soldati tedeschi. Ci ha fatto commuovere quando, a memoria, e tradotto in italiano, ha ricordato il proprio numero: 104663.
Le sue parole e quelle delle D.s. del nostro istituto, ci hanno invitato a riflettere ancora una volta sull'importanza della Memoria, necessaria a non dimenticare e sul significato dell'amicizia tra gli esseri umani che anche nei momenti più bui ci aiuta a sopravvivere.

2C "Don Caselli"
Prato Cesarino

domenica 8 febbraio 2015

C'È DEL MUSCHIO IN 3° A

Il 25 febbraio, alle ore 15,30, per la rassegna “Salotti Letterari”i docenti e tutti coloro che saranno interessati, incontreranno  Carlo Loffarelli, autore di “C’è del muschio in 3° A” (G. Zedde editore).
L’opera è il diario puntuale sull'attività svolta durante un intero anno scolastico da un Docente di Liceo Classico, contenente, sulla base dell'esperienza maturata, riflessioni, osservazioni e proposte, realistiche, concrete e sempre di vivissima e palpitante attualità, particolarmente in questo periodo in cui imperversa il dibattito sulla cosiddetta “Buona Scuola”.
In forma semplice e scorrevole, la narrazione si dipana in chiave critica, autocritica, spesso ironica e disincantata, sui quotidiani rapporti dei docenti fra di loro, di docenti, non docenti e dirigente, di docenti e alunni, di alunni fra loro, di docenti e genitori. 
Per non parlare di quelli fra Scuola e Enti Locali, ASL e via enumerando.

Adolfo Gente
Preside Emerito

venerdì 6 febbraio 2015

ARTE TERAPIA ED EMOZIONI ALLA SCUOLA MATERNA MARCUCCI

Vogliamo raccontarvi un'esperienza davvero interessante, promossa dall'insegnante Pina Cardillo, alla quale abbiamo assistito il 4 febbraio presso il plesso della scuola materna Marcucci, accompagnati dal prof. Ghilardi.
L'esperienza, che rientra nel progetto "Emozioni", ha visto l'intervento della Arte-Terapista Marilena Riezzo che si occupa di emozioni ed identità: i bambini, a turno, sono stati invitati a camminare ad occhi chiusi sulla sabbia e ad esprimere le sensazioni provate. 
Dalle impronte lasciate, la dott.ssa Riezzo era in grado di capire aspetti del carattere dei singoli bambini....Una volta terminata questa parte dell'esperienza, i bambini sono stati invitati a disegnare con le maestre un albero, dal quale l'Arte-Terapista ha ricavato informazioni su come ogni bambino si rapporta al mondo esterno.
Assistere a questa attività e vedere come la dott.ssa Marilena Riezzo fosse in grado di capire il carattere e la sensibilità di ogni bambino solo attraverso un'impronta e un disegno ci ha sorpresi e affascinati tantissimo.


Bianca Pantiru
Nico Pizzolorusso
Alessandra Formiconi
Giorgio Grasselli
Daniele Di Silvio




giovedì 5 febbraio 2015

...UN VIAGGIO INDIMENTICABILE

Il viaggio in Polonia ha rappresentato anche per noi docenti accompagnatrici un' occasione di crescita. Nella vita non si finisce mai d'imparare e, questa volta, è proprio il caso di dirlo!
Essere vicine ai nostri studenti in un percorso così importante ha consentito a noi, loro educatrici, di abbattere in modo significativo le tradizionali barriere docente-alunno, per riunirci tutti insieme in un momento di riflessione e scoperta dal profumo di storia.
 Per tale ragione non possiamo fare a meno di ringraziare in primo luogo la nostra Dirigente Scolastica che ci ha regalato la sua fiducia e che ci è stata vicino sempre, in ogni momento del viaggio. 
Un abbraccio virtuale, ma di pari intensità, lo rivolgiamo  inoltre alle famiglie dei dodici alunni partiti: a voi che avete creduto in noi come educatrici dei vostri figli, anche in un'esperienza così forte, non possiamo che dire mille volte grazie...grazie per l'incoraggiamento, per la continua presenza telefonica, per la collaborazione prima della partenza e per il gentile omaggio floreale al nostro ritorno....
In ultimo, ma non certo per importanza, il nostro ringraziamento più sentito va sicuramente ai nostri dodici alunni, ognuno dei quali ci ha regalato un'emozione diversa...come dimenticare l'euforia di Enrico alla vista della neve, gli occhioni curiosi di Giulia e Luca, la sensibilità di Jasmine e Giorgia, la maturità di Federica e Chiara, la dolcezza di Sara, la pazienza di Giorgio e la voglia di scoprire di Riccardo, Simone e Lorenzo....A voi tutti, piccole mascotte, dedichiamo una riconoscenza speciale...grazie per averci seguito in questa splendida avventura fatta di chilometri a piedi e forti emozioni, ma grazie soprattutto, per averci sempre fatto sentire orgogliose di essere le vostre docenti...Insegnanti serene e fiere di poter gridare a tutti: "Noi lavoriamo alla scuola Leone Caetani di Cisterna e ne siamo felici!".
                                                                                                    Prof.ssa Clemente Anna
                                                                                                    Prof.ssa Graziano Laura

LA LIBERTÀ NEGATA: TESTIMONIANZA DI UN SOPRAVVISSUTO

Il 28 Gennaio, nei locali della Scuola “ Don Giuseppe Caselli”, si è svolto un incontro-intervista che ha avuto come protagonista ed in interlocutore il signor Sisto Gasparotto, reduce dalla prigionia nei lager tedeschi durante la II^ Guerra Mondiale. Dopo un breve preambolo, egli ha dapprima raccontato la sua storia di immigrante nella Provincia Pontina, dei suoi ricordi infantili, dell' idillio della campagna ai tempi della sua fanciullezza nonostante le estreme difficoltà, ha vivamente descritto le usanze delle comunità rurali di allora e della sua relativa spensieratezza... Ha, invece, poi raccontato ciò che mai nessun uomo vorrebbe succedesse:  fu prelevato, a diciotto anni e mezzo, dai tedeschi, strappato via dalla vita quotidiana e dalla libertà, per essere portato con la prepotenza e la  forza nei famigerati  “campi di lavoro” nazional-socialisti. Fu l' inizio di una fine: una persona strappata con le percosse alle sue abitudini, rinchiusa  in carri ferroviari per il bestiame, costretta a nutrirsi con cibi rivoltanti, a lavorare oltre i limiti delle sue umane possibilità, testimone impotente di cose orripilanti... Ormai la sua dignità  era stata annullata, assieme a quella di moltissimi altri. Il signor Sisto coltivava l' ultima briciola di speranza mangiando un pezzetto di pane ammuffito. Il resto è noto: abomini verso uomini, donne e bambini sino alla loro barbara soppressione, la relizzazione dell' homo homini lupus. Il signor Gasparotto, per noi diventato “Nonno Sisto”, è riuscito a sopravvivere: ma, da uomo di forte tempra che era, ora pesava  solamente 38 Kg... Il suo ricordo si e volto verso tutti quelli che non ce l' hanno fatta. Tutto il suo racconto è scaturito in parte spontaneamente ed è stato poi alimentato dalle domande dei bambini di Scuola Primaria  e Secondaria di I° Grado, nonché dai genitori degli alunni. Ė intervenuta infine la Preside, dott.ssa Patrizia Pochesci sottolineando che si deve, innazitutto, il rispetto al coraggio di testimoniare e non alla sofferenza, a quel coraggio di raccontare ciò che non deve più succedere, ed ella stessa ha posto una domanda al testimone. Gli ha chiesto come si sia sentito ad essere chiamati non per nome ma, per numero: egli ha risposto che il suo nome era diventato 14663... Quando si viene identificati come numero è come se non si esistesse più, è come se non si fosse più nessuno. Grazie “Nonno Sisto” per il coraggio di ricordare e raccontare ciò che noi non vorremmo neanche immaginare.

Giovanni Pinna

martedì 3 febbraio 2015

GRAZIE

Ci sono momenti della vita che ti emozionano più di altri. 
Ci sono momenti in cui senti di aver dato senso a qualcosa. 
Ci sono momenti in cui ti convinci che credere contro le diffidenze sia giusto.
Tutto questo mi è accaduto quando i 12 ragazzi della “nostra” scuola sono tornati dal viaggio in Polonia.
Il giorno in cui li ho salutati ho letto in ognuno di loro curiosità, eccitazione, frenesia; stamane, al ritorno, ho sentito l’odore della coscienza della scoperta. 
Sono testimoni del tempo, ora;  sono persone che hanno avuto il coraggio, a 14 anni, di affrontare la prova della Storia come un esame di vita,.
Le loro docenti, che ringrazio infinitamente, li hanno accompagnati con il principio del maestro di Gibran

Se egli è davvero saggio,
non v’invita ad entrare
nella sua casa della saggezza,
ma vi conduce piuttosto alla soglia
della vostra mente

Grazie a tutti.

Alle docenti che credono in ciò che fanno ed ai ragazzi che, nonostante le diffidenze che ci
circondano, hanno dimostrato che tutto ciò che si dice dei ragazzi fa parte di un immaginario
collettivo fuorviato e privo di fondamento.

In fondo…..  “Piu' i fiumi son profondi, con minor rumore scorrono”

e tutti voi siete stati i nostri fiumi silenziosi.

Grazie

D.S. Patrizia Pochesci

domenica 1 febbraio 2015

IL GIORNO DELLA MEMORIA AD AUSCHWITZ PER NON DIMENTICARE (La voce delle Mamme)


Dopo la visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau i nostri ragazzi tornano in Italia dopo un’esperienza per loro molto toccante. 
Appena svegli, il panorama che si trovano affacciandosi dalla finestra del loro albergo fa riflettere….

BARBARA MAMMA GIORGIA RUFO
Questa volta i nostri ragazzi mi hanno lasciata davvero senza parole, avrei voluto essere li con loro per poterli tenere per mano…sono orgogliosa di loro!

SONIA MAMMA FEDERICA D’ANNIBALE
Mi sono venuti i brividi!! Penso che i nostri ragazzi sono rimasti sicuramente segnati da questa esperienza, sono il nostro orgoglio!!!!

GIOVANNA MAMMA JASMINE SARTURI
Nel leggere l’articolo le parole dei nostri ragazzi mi hanno fatto venire i brividi, immagino loro cosa hanno provato nel vederlo di persona…sicuramente  sarà per loro un’esperienza che li ha segnati!!

ANTONIETTA MAMMA SARA CIAVAGLIA
Ieri leggendo i pensieri dei nostri figli e nel sapere cosa hanno provato, mi sono sentita come se fossi stata lì con loro e inevitabilmente mi sono commossa…

STEFANIA MAMMA LUCA MASTRILLI
Oggi i nostri ragazzi tornano da un’esperienza molto toccante, penso che non la dimenticheranno molto facilmente. Loro hanno sentito tutto il dolore e tutta la cattiveria che c’è stata in quei luoghi! Questa è un’esperienza che servirà sia a loro che a noi genitori…

SIMONA MAMMA GIULIA DE ROMANIS
Penso che per i nostri ragazzi non ci sarà altra esperienza di pari intensità emotiva!! I luoghi, che li avranno riportati con il pensiero al passato e a tutti quei gesti di enorme crudeltà non giustificata, rimarranno sempre impressi nelle loro menti! Bravi ragazzi, non sarà stato sicuramente facile ma anche questo vi servirà….